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Natali lontani
©
Sari
La
mamma chiamò i suoi
figli
in cucina e diede loro la merenda:
pane
e
marmellata
di albicocche… quell’estate,
l’albero
del loro piccolo giardino era stato davvero generoso.
Aspettò che
finissero il breve
pasto.
-“ Bambini,
debbo dirvi qualcosa che riguarda il
Natale.
Sapete che il
babbo
è rimasto senza lavoro e...”-
-“Ma no
mamma,
il
babbo
va a lavorare tutte le mattine, come al solito.”-
-“Sì, va a
spalare
la neve dalle strade del centro cittadino ma il
denaro
è poco e noi dobbiamo risparmiare. Perciò, questo
Natale
non avremo il
dolce
e la
Befana
non verrà a portare
caramelle.”-
-“Niente
dolce?
Non lo comperi mica il
dolce,
lo fai tu mamma.”- disse sicura la
figlia
più
grande.
-“E la
Befana?
Lei non sa che il
babbo
non lavora.”- considerò
quella
di mezzo.
Il
piccolo
taceva, ma aveva l’espressione grave di chi sente, pur non
comprendendo,
che una
catastrofe
sta per abbattersi sul suo capo.
Il giorno
terminò
e il
babbo
tornò a casa stanco. Aveva il viso
serio,
la pelle arrossata e le dita delle mani anchilosate dal
freddo.
Quella sera
cenarono in silenzio… ognuno aveva i suoi
pensieri
ed i piccoli avvertivano il senso di cupo mistero che riguardava il
lavoro del
babbo…
che
guadagnava
poco e pur tornava stanco.
Il giorno
dopo, la
madre
disse alle figlie che aveva bisogno del loro aiuto e mandò il
figlio
minore a
giocare
in veranda.
-“Il
babbo
ed io abbiamo pensato che la
Befana
arriverà solo per vostro
fratello.”-
disse appena la
porta
si fu richiusa dietro il capo di riccioli accesi del figlio.”-
-“Perché?”-
fu il grido unanime delle due
 bimbe.
-“Perché
lui
è troppo piccolo per una delusione così grande.
Lui
non sa che la
Befana
sono io e
non
capirebbe.”-
-“La
Befana
non sei tu!”- disse con forza
una
delle bimbe.
-“Lo sapevi
dallo scorso anno – disse la
mamma
sgomenta – te lo
rivelò
la tua compagna di banco, ricordi? – insistette mettendo una
mano
sopra quella della sua bambina
delusa.
-“ Mamma,
dimmi che stai scherzando, che la
Befana
non sei tu e che arriverà.” – insistette la
bimba
con voce
tremula.
La
mamma
si alzò e, volgendo le spalle, disse che potevano andare a
giocare
anche loro.
Ma la
tristezza,
che aveva accarezzato il capo delle due bimbe, ora serrava forte il
suo
cuore.
Pochi giorni
prima di
Natale,
arrivò il sacerdote con il solito pacco
regalo
per la famiglia. Era più abbondante del solito e c’era tutto
l’occorrente perché la
mamma
potesse cucinare il
dolce.
Quel
regalo,
ravvivò lo sguardo di tutti ed il Santo
Natale
fu allegro come il solito.
La vigilia
dell’Epifania,
la mamma ed il babbo
 ridevano
e si accarezzavano con misterioso sguardo. Sembravano
felicemente
complici.
Nel mattino
di festa, in casa regnava il
silenzio
e c’era un’aria come di attesa… sospesa.
La
figlia
maggiore sapeva che per lei non ci sarebbe stato nulla, la
seconda
pensava all’ipotesi che la
mamma
potesse essersi sbagliata… ma nessuna delle due
parlò.
Svegliarono
il
fratellino
e tutti insieme andarono in cucina.
Trovarono la
madre
indaffarata
ed il
padre
occupato con la legna per la stufa.
Sul
tavolo,
tre
calze
di tulle colorato fecero esplodere di
gioia
tre piccole gole.
-“ Mamma,
ma avevi detto… “- cominciò la
maggiore,
sottovoce, sfiorando con mano leggera il fianco
della madre.
-“Domani, ne
parleremo
domani.” – rispose lei con fare allegro – “Oggi è
festa.” Lp©m
Rielaborazione
del racconto di Sari - con il permesso di metterlo
on-line.
Grazie !
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